Il centro di Mbongwana

Consiste in un centro appartenente allo Stato con scopo la re inserzione sociale e familiare dei bambini di strada. Il centro offre un alloggio, un pasto al giorno e un igiene superiore a quella che si trova in strada. Un equipe di educatori assicura un controllo a livello medico, a livello della disciplina e dei corsi di alfabetizzazione. All’incirca, 80 bambini di strada, vivono, dormono e mangiano in questo centro; oltre all’alfabetizzazione viene loro offerta anche la possibilità di apprendere dei mestieri. Il centro ha per obbiettivo un cambiamento di mentalità, di comportamento e di vita. Il centro dipende da l’AED (“aide à l’enfance défavorisée" - aiuto ai bambini sfavoriti) e ha come partner principale l’UNICEF ( "fonds des nations unies pour l’enfance" - fondo delle nazioni unite per l’infanzia).

L’associazione di Bana Ya Kivuvu collabora di già dall’anno della sua creazione nel 2003, con il centro di Mbongwana, occupandosi di portare dei pasti e di scolarizzare una quarantina di bambini. Questi bambini scolarizzati erano alloggiati nel centro, ma le condizioni di vita e l’educazione stavano divenendo inadeguate, e per questo motivo che l’associazione ha deciso di creare la “Maison de l’Espoir" per offrire loro un quadro di vita migliore.

Nell’agosto 2009 in seguito ad un campo estivo, 20 bambini sono stati scelti e integrati dall’associazione di Bana Ya Kivuvu. Questi 20 bambini sono stati strappati alla strada per entrare a fare parte di un programma di re-inserzione e di presa in carico giornaliera. L’età sono comprese tra i 6 e i 15 anni e la maggior parte di loro ha trovato una famiglia adottiva a distanza grazie al lavoro delle associazioni partner in Francia ed in Svizzera (ASER, Elykia, Kivuvu CH). Questi bambini presi in carico, vivono nel Centro di Mbongwana, ma  in condizioni un po’ complesse perché condividono il loro quotidiano con altri bambini che non beneficiano degli stessi vantaggi. Sono quindi soggetti di gelosie, di furti e sottoposti alle pressioni degli altri bambini di strada che vivono nel Centro.
Loro stessi sono impregnati della mentalità e delle abitudini della vita di strada che sono ancora dei freni per la loro re inserzione : forte amore per il denaro e abitudine di andare ogni giorno a cercare di guadagnare qualche cosa, furto, droga, traffici di ogni genere, rifiuto di ogni autorità ed amore per la libertà. Un lungo lavoro è cominciato con questi bambini ed è effettuato grazie all’equipe degli educatori del centro nel quale vivono, ma anche grazie all’equipe di Bana ya Kivuvu che è presente ogni giorno sul posto.
L’ assunzione di una cuoca da parte di Bana Ya Kivuvu consente a questi 20 bambini di mangiare tre volte al giorno. Una seconda casa della speranza sarà però necessaria a breve termine. Sarà quindi necessario trovare dei fondi per poter acquistare la casa, per assumere degli educatori e del personale qualificato.